Idropulsore dentale: come funziona?

Cristina Piotti

Idropulsore: denti sani, puliti e splendenti con l’ausilio dell’acqua? Queste le premesse di questo presidio per l’igiene orale che qualcuno usa al posto dello spazzolino.
 

Idropulsori, per tutti i gusti e tutte le tasche. Bisogna però capire a cosa servono e quando usarli. © Aleksandra Kuznecova


Idropulsore per denti, una invenzione che si basa sulla potenza dell’acqua per la pulizia dei denti: qualcuno lo chiama anche spazzolino elettrico idropulsore, ma il suo nome è anche doccia dentale: si tratta di un presidio per l'igiene orale da usare comodamente a casa.


A cosa serve

Si tratta di un dispositivo che utilizza getti di acqua pulsante per una azione pulente. Una piccola pompa, collegata ad una riserva d’acqua oppure allo stesso rubinetto, getta acqua nel solco gengivale e nello spazio interdentale, pulendo con efficacia il tartaro lì dove lo spazzolino non riesce ad arrivare, ma senza l’aggressività delle setole.


Il miglior idropulsore

In commercio ci sono tantissimi modelli, con specificità diverse adatte alle diverse esigenze. La scelta migliore, per chi non ha particolari problemi gengivali, può essere scegliere un prodotto dal prezzo economico, di base, e direttamente collegato al lavandino. Per chi invece ha problemi di gengive sensibili o sanguinanti (ad esempio in caso di parodontite) è meglio scegliere prodotti che assicurino una pressione dell’acqua graduale, con testine in grado di modulare i getti. Senza contare la possibilità di inserire del collutorio o del disinfettante orale direttamente nel serbatoio, se presente. Su Amazon, ad esempio si trova un Idropulsore Oral B Waterjet, con sistema di getto multiplo e testine personalizzate. Importante infatti non scambiare le testine e pulirle bene dopo l’uso, per evitare che i residui generino batteri e infezioni.


Funziona?

C’è chi considera l’idropulsore un vero e proprio filo interdentale elettrico: non si tratta esattamente di questo, perché aria e acqua non possono agire con la stessa precisione e perizia delle setole di uno spazzolino nella rimozione della placca. Un irrigatore orale non può sostituire neanche il filo interdentale, ma può tuttavia contribuire a ridurre il sanguinamento gengivale. Si tratta poi di un’ottima scelta in caso di protesi, apparecchi o impianti, senza contare che ci sono programmi specifici per angoli difficili da trattare come lingua o tasche gengivali. Ma anche in questo caso, serve attenzione, perché in caso di patologie o infiammazioni, un getto troppo forte o mal indirizzato può peggiorare il problema. 

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