Problemi di vista? L'app redEyes salva gli occhi dei bambini [Video]

Rossana Caviglioli
Il progetto di una onlus catanese per diagnosticare gravi patologie oculari tramite la fotocamera degli smartphone. E proteggere così la vista (e la vita) di molti neonati. 

Il logo della onlus vEyes, che sta sviluppando l'applicazione vEyes RRE.

In Italia ogni anno circa 300 bambini nascono affetti da cataratta congenita, una malformazione che spesso passa inosservata e può portare all'atrofia della retina e alla perdita della vista nell'occhio colpito. Altri 200 bimbi sono destinati a sviluppare un retinoblastoma, un tumore maligno infantile. Anche in questo caso il rischio è di perdere la vista, quando non la vita. Entrambe le patologie possono essere diagnosticate con un esame semplice e non invasivo, il “test del riflesso rosso”, che però nel nostro paese non è incluso tra gli screening neonatali obbligatori. Per questo una onlus catanese, vEyes, ha deciso di correre ai ripari, sviluppando una app in grado di rilevare difetti della vista nei bambini grazie alla telecamera dello smartphone dei genitori.

Occhi di bambini (sani e con patologie) sottoposti al test del riflesso rosso.

Oggi per effettuare il test del riflesso rosso bisogna rivolgersi a un oculista, che deve somministrare dell'atropina per dilatare la pupilla e analizzare la retina con un oftalmoscopio”, spiega il presidente di vEyes Massimiliano Salfi. “Noi vogliamo fornire a tutti, ai pediatri ma anche ai genitori, uno strumento con cui poter effettuare screening casalinghi periodici, in modo da potersi rivolgere subito allo specialista in caso di problemi”. L'applicazione è una degli ultimi progetti della onlus fondata da Salfi, docente di informatica all'Università di Catania e padre di una bimba a cui è stato diagnosticato un grave problema alla vista. Tra le realizzazioni in fase avanzata c'è anche vEyes Wear un serie di sensori e occhiali pensati per aiutare ciechi e ipovedenti nella vita di tutti i giorni. 

La app vEyes RRE (Red Reflex Esamination), sviluppata in collaborazione con l'Associazione Italiana Cataratta Congenita, usa le tecnologie presenti in uno smartphone Android (una fotocamera da almeno 10 megapixel, il flash e il sensore di luminosità) per illuminare gli occhi del bambino e valutarne il riflesso. In caso di dubbi, consiglia una visita più approfondita. “Attualmente il sistema è in fase di sperimentazione e di crowdfunding. Siamo uno dei nove progetti selezionati per l'iniziativa WithYouWeDo di Fondazione Telecom e speriamo così di raccogliere ulteriori finanziamenti”, spiega Salfi, che sogna una diffusione capillare della sua app. “La nostra idea è di rilasciare l'applicazione gratuitamente e stiamo pensando anche a una versione multilingue: nei paesi più poveri uno strumento del genere potrebbe salvare davvero il futuro di molti bambini”.


Copyright foto e video: Red Eyes

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