Varicella in gravidanza: sintomi e rischi

Eleonora Chiais

La varicella in gravidanza può portare a complicazioni sia per la mamma che per il feto ma molto dipende dal periodo della gestazione nel quale si contrae il virus. Le linee guida.
 

Varicella in gravidanza: ecco quali sono i sintomi e i rischi del contrarre la malattia durante la gestazione. © Teeramet Thanomkiat/123rf


La varicella in gravidanza può essere più o meno problematica a seconda del periodo di gestazione nel quale si contrae il virus dell'Herpes Zooster. La situazione più grave è quando questo avviene tra i 18 e i 20 giorni prima del parto perché significa che il momento della nascita del bebè coincide con quello di massima viremia ma la mamma non ha ancora avuto modo di trasmettere al piccolo gli anticorpi necessari: in questo caso le conseguenze possono essere anche gravi e, in certi casi, portare ad una sindrome della varicella congenita con una conseguente possibilità di ritardo mentale. Ma perché questa malattia esantematica  si può presentare nel periodo della gestazione? La risposta è semplice visto che, proprio in questa fase della vita della donna, il suo sistema immunitario vive un costante super lavoro e dunque può essere meno pronto nella risposta ai contagi: ecco tutto quello che c'è da sapere.
 

La varicella in gravidanza è pericolosa?

Ma la domanda è: la varicella in gravidanza è pericolosa? Dipende. Se il contagio avviene nel corso del primo trimestre, infatti, potrebbe (in casi molto rari) portare a lievi malformazioni che comunque, nella maggior parte dei casi, verranno accertate tramite l'ecografia morfologica. Nel caso, invece, il contagio avvenga durante il secondo trimestre di gravidanza i rischi malformativi sono estremamente bassi, mentre la situazione può essere più problematica se l'infezione si verifica nel corso del terzo trimestre e, specialmente, a ridosso del parto. In questo caso, generalmente, la gestante viene ricoverata e il parto viene procrastinato il più a lungo possibile per avere tempo di far seguire alla futura mamma una terapia farmacologica con antivirali (dalla durata di 5 giorni circa). Ecco le linee guida sulla varicella in gravidanza.
 

Varicella in gravidanza: cosa fare?

La varicella è una malattia esantematica di origine virale che è causata dall'Herpes Zooster ed è caratterizzata dalla semplicità del rischio di contagio (per trasmetterla, infatti, è sufficiente entrare in contatto diretto con persone infette o con le loro secrezioni tramite colpi di tosse e sternuti) e da un periodo di incubazione molto lungo (che, generalmente, spazia dai 14 ai 16 giorni circa). Quello che rende questa malattia estremamente facile da trasmettere, però, è che il contagio può avvenire anche nel periodo dell'incubazione (quando, cioè, il rush cutaneo non è ancora esploso e dunque i sintomi non sono visibili). Proprio per questo il consiglio degli specialisti alle donne che cercano una gravidanza è quello di verificare l'immunità a questa malattia e, nel caso questa non sia già presente, sottoporsi alla vaccinazione - invitando i propri familiari a fare lo stesso - indicativamente tra 1 e 3 mesi prima del concepimento.


Se ho già avuto la varicella posso riprenderla in gravidanza?

In realtà è possibile riprendere la varicella in gravidanza anche se si è già avuta questa malattia esantematica in precedenza. Questa eventualità, comunque, non porta a conseguenze gravi visto che la malattia si presenta, in questo caso, in una forma molto leggera che non ha alcuna conseguenza sul feto e che ha sintomi molto blandi anche sulla mamma.
 

"Mio figlio ha la varicella e io sono incinta": cosa fare?

"Mio figlio (maggiore) ha la varicella e io sono incinta". Il dubbio è abbastanza comune tra chi aspetta il secondogenito e teme di poter essere contagiata dalla malattia esantematica del bombo di casa. Esistono, in questo caso, due possibilità. Se la mamma è immune dal virus non corre rischi particolari perché, nella peggiore delle ipotesi, la malattia può ripresentarsi ma solo, come si diceva, in una forma estremamente blanda. Se la mamma non è immune, invece, il suggerimento è quello di cercare di limitare al massimo i contatti con il piccolo malato (e con altre persone che possono già essere state infettate dal virus).
 

Terapia della varicella e cure in gravidanza

Qualora si contragga in gravidanza, all'apparire dei sintomi della varicella (che sono febbre alta, forte prurito, lesioni cutanee visibili, mal di testa e disidratazione causata da vomito e diarrea) è indispensabile contattare prontamente il proprio ginecologo di modo che questi possa definire la cura più adatta alla situazione illustrando nei dettagli anche gli eventuali rischi per la mamma e per il nascituro.


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