Scollamento delle membrane: dopo quanto si partorisce?

Eleonora Chiais

Lo scollamento delle membrane è una manovra che accelera o induce il travaglio stimolando le contrazioni uterine. L’eventuale dolore e i tempi del parto, però, variano da gravidanza a gravidanza.

 

Lo scollamento delle membrane è una procedura meccanica per indurre il travaglio stimolando le contrazioni uterine. © sheeler_123rf

 

Scollamento delle membrane: cos’è? Sempre più spesso si parla di questa procedura che, praticata dal ginecologo in ambulatorio, fa parte delle tecniche per indurre il travaglio. Ecco in cosa consiste, come funziona e - soprattutto - come modifica le tempistiche del parto.

 

Scollamento membrane: come funziona?

Lo scollamento delle membrane viene praticato dal ginecologo quando la gravidanza è al termine e il travaglio, per qualsiasi motivo, non si avvia in maniera spontanea o procede troppo a rilento. Lo scollamento avviene in maniera meccanica con il medico che inserisce tra i due e i tre centimetri del dito all’interno della cervice uterina e poi lo ruota circolarmente per due volte. Questa procedura comporta il distacco delle le membrane amniocoriali dalla superficie interna del collo dell'utero (in pratica crea uno spazio tra il tessuto dell’utero e le membrane fetali) e provoca tre conseguenze principali che sono la stimolazione delle contrazioni uterine, e dunque il rilascio da parte dell’organismo materno dei prostaglandine (gli acidi che accelerano naturalmente il travaglio), il loro aumento e il rammollimento della cervice.

 

Quando è utile lo scollamento delle membrane?

Sull’eventuale dolore causato da questa tecnica non esistono dati affidabili perché, proprio come il parto, anche in questo caso le sensazioni sono molto personali e quindi variano da gestante a gestante. Lo stesso discorso riguarda le tempistiche. La domanda “dopo quanto si partorisce”, infatti, non ha un riscontro scientifico certo anche se - trattandosi di una manovra che si pratica con maggior successo quando il collo dell’utero già accenna una dilatazione - i tempi, nella maggior parte dei casi, si riducono dopo la manovra. Comunque le tecniche per indurre il travaglio sono numerose e, se lo scollamento delle membrane non dovesse essere sufficiente, il ginecologo potrà optare per altri metodi (questa volta farmacologici) come l’applicazione locale di un gel a base di prostaglandine o la somministrazione, per via endovenosa, di ossitocina.

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