Placenta posteriore: cosa vuol dire?

Eleonora Chiais

Cosa significa placenta posteriore? La posizione della placenta dipende dal posto nel quale avviene l’impianto: se la placenta è posteriore alcuni esami (in primis la villocentesi) risultano più semplici e ancor meno rischiosi.


La placenta posteriore rende più semplici alcuni esami medici come l'amniocentesi.

 

Qual è la differenza tra placenta posteriore e placenta anteriore? E se si ha una Placenta bassa? Tutto dipende dalla posizione nella quale avviene l’impianto di questo organo indispensabile agli scambi tra la mamma e il feto che, proprio attraverso questo involucro, mettono in comune l’ossigeno e le sostanze nutritive indispensabili al buono sviluppo del piccolo. La posizione della placenta (in caso di placenta posteriore sul retro dell'utero verso la colonna vertebrale), però, nella maggior parte dei casi, non influisce negativamente sulla gravidanza e sul normale parto naturale (l’unica collocazione che impone il parto cesareo e qualche controllo aggiuntivo si verifica quando la placenta è previa e centrale, dunque occlude completamente il punto d’inizio del canale cervicale). E quindi perché è importante sapere la posizione della placenta?

 

Posizione della placenta e amniocentesi

La posizione della placenta all’interno dell’utero deve essere nota sia alla futura mamma che agli specialisti che la seguono, per esempio quando è necessario sottoporsi all’amniocentesi. Quest’esame, invasivo ma ormai molto sicuro, può infatti essere complicato proprio dalla posizione di questo annesso fetale: se questo – per esempio - si trova nella zona anteriore, aumenta il rischio di un passaggio di globuli rossi fetali nella circolazione sanguigna della mamma (cosa che, si sa, deve essere evitata in caso di donne con Rh negativo che abbiano concepito con un partner Rh positivo), mentre non esistono difficoltà evidenti se questa si trova nella zona posteriore.


Villocentesi con placenta posteriore 

"Facilitata" anche la villocentesi che, in caso di placenta posteriore, presenta un rischio di aborto inferiore a tre punti percentuali. Il perché è presto detto: se, infatti, in caso di placenta anteriore per sottoporsi a questo esame è necessario l'inserimento di un ago guida (ai quali si aggiungono, però, due aghi per il prelievo), quando la placenta è posteriore è sufficiente invece un solo ago per raggiungere il piatto coriale e un altro ago per il prelievo dei villi. 


E se la placenta posteriore è bassa?

L’unica possibile problematicità della placenta posteriore si verifica quando questa è bassa, cioè quando l’uovo fecondato si è annidato (in modo anomalo) nella zona dell’istmo. Com’è noto questa possibilità riguarda il 5% delle gravidanze nelle fasi iniziali ma tende generalmente a risolversi naturalmente al procedere della gestazione: nel caso, però, questa (auspicabile) modifica non si verifichi, si dovrà ricorrere ad un parto cesareo programmato come avviene in generale nei casi di placenta previa centrale, sia quando questa è anteriore sia quando è posteriore.


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