Toxoplasmosi: perché è rischiosa in gravidanza?

Eleonora Chiais

Toxoplasmosi: un’infezione con sintomi molto lievi che in gravidanza, però, può essere pericolosa per il feto al quale si trasmetteattraverso la placenta. Ecco cos’è e come si combatte.


La toxoplasmosi è più rischiosa se viene contratta nel primo periodo di gravidanza ma, durante i primi mesi, ha meno probabilità di trasmettersi al feto.

 

La toxoplasmosi è un’infezione causata dal Toxoplasma gondiiche comporta sintomi leggeri e molto generici, come un leggero affaticamento ela tipica sensazione delle “ossa rotte”. Proprio per questo sono molte lepersone che la contraggono e la superano senza nemmeno accorgersi di averlaavuta, e - anche se la malattia è passata inosservata - restano comunque immuniper il resto della vita. Il rischio della toxoplasmosi, però, diventa piùconcreto per le donne in gravidanza visto che l’infezione si trasmette al fetoattraverso la placenta e, specialmente se viene contratta nei primi mesi digravidanza, rischia di avere conseguenze anche gravi sullo sviluppo delbambino. Ecco quali sono i rischi e come affrontarli.

 

I rischi per il feto

Contrarre la toxoplasmosi durante il primo periodo dellagravidanza può essere molto pericoloso per il feto, anche se le possibilità chel’infezione si trasmetta al bambino attraverso la placenta nelle primesettimane sono limitate. Nel caso in cui questo avvenga, però, può causare un aborto spontaneo oppure malformazioni e addiritturadanni al sistema nervoso. Diverso, invece, il caso in cui la malattia venga contrattanei momenti finali della gravidanza quando è più probabile che l’infezione sitrasmetta al feto ma i rischi per il bambino sono più limitati.

 

Il toxo-test

Tutte le donne che iniziano una gravidanza devono, proprioper questo, sottoporsi al toxo-test, un semplice esame che sarà in grado dievidenziare se si è immuni o meno all’infezione. Nel primo caso la gravidanzapotrà procedere nell'assoluta tranquillità e senza ulteriori rischi mentre nel caso si scoprisse di nonessere immuni si dovranno seguire alcune indicazioni specifiche per prevenire l'eventualità di un contagio.

 

Come prevenirla

Per prevenire il rischio di contrarre la toxoplasmosi ingravidanza sarà in primo luogo necessario attenersi a una dieta specifica evitandodi consumare verdura cruda se prima non è stata minuziosamente lavata, carnecruda (o al sangue) e optando esclusivamente per i salumi cotti (sia prosciuttoche salame). Anche l’igiene quotidiana, poi, dovrà essere implementatalavandosi sempre bene le mani prima dei pasti e dopo aver praticato attivitàcome il giardinaggio.

 

È davvero “colpa” dei gatti?

Parlando di toxoplasmosi sono in molti a puntare il ditocontro i gatti ma, in realtà, non si tratta di un’accusa troppo veritiera. Se èindubbio, infatti, che il microrganismo responsabile dell’infezione sitrasmette proprio attraverso le feci dei felini, è comunque vero che risulta poco verosimileche un micio domestico contragga la malattia se vive sempre in casa. Diverso èil caso di quei gatti che hanno l’abitudine di circolare liberamente, e chequindi potrebbero contrarre l’infezione dai loro simili già infetti. Anche inquesto caso, però, inutile farsi assalire dal panico: visto che l'infezione si trasmette in primo luogo attraverso gli escrementi sarà sufficiente che adoccuparsi della sabbietta sia un’altra persona e che la futura mamma, da partesua, faccia attenzione a lavarsi bene le mani dopo aver coccolato il micio. 


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