Il cuscino della suocera: l’Echinocactus in casa

Giulia Vola

Ecco come prendersi cura dell'Echinocactus grusonii, per tutti il "cuscino della suocera", la pianta grassa perfetta anche per chi non ha il pollice verde.

Il cuscino della suocera è una pianta che regala fiori gialli dopo il 12esimo anno di vita. © Yanisa Charoendinthai/123RF


È un cactus, si chiama Echinocactus grusonii ma, per lo meno in Italia, è noto come il “cuscino della suocera”. Soprannome che nasce dal suo aspetto apparentemente innocuo e dalla sua somiglianza con un porcospino: di forma tondeggiante - tanto che un altro dei suoi appellativi è “palla d’oro” -, è ricoperto di aculei, ha dimensioni notevoli - in natura arriva fino a 90 centimetri di diametro, in casa si ferma a 70 - e, compiuto il 12esimo anno d’età, regala fiori gialli dall’aspetto cotonoso. Insomma, come le suocere, è apparentemente innocuo, all'occorrenza pungente, ci mette un po' (di anni) prima di sbocciare, ma se lasciato tranquillo non dà fastidio a nessuno. Anzi, è una pianta d'appartamento.


Echinocactus: come prendersene cura

La posizione ideale è una zona luminosa dell’appartamento, in un vaso di cotto dal diametro compreso tra i 10 e i 30 centimetri, d’inverno non ha bisogno di acqua - d’estate necessita al massimo di qualche goccia - ma è importante che la temperatura non scenda mai al di sotto dei 5 gradi. Il suo più grande nemico sono le muffe e i funghi che possono svilupparsi per innaffiature eccessive.

Unica accortezza: va concimato in primavera, ogni 20 giorni, fino all'inizio dell'estate. Perfetto anche per chi non ha il pollice verde, il cuscino della suocera è la pianta d'interno ideale.

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