Differenza tra castagne e marroni: come riconoscerli?

Anna Paola Bellini

Marroni e castagne non sono la stessa cosa. Scopriamo insieme quali sono le loro differenze e come possiamo sfruttare al meglio questi due protagonisti dell’autunno.
 

Differenze (più o meno visibili) tra i marroni e le castagne, frutti secchi autunnali. © poko42/123RF


Le differenze tra castagne e marroni sono molteplici e dipendono da diversi fattori. Riconoscerle non è molto semplice, anche perché alla base questi due frutti si assomigliano al punto da poter essere classificati come “cugini”, poiché sono entrambi achenii (frutto secco la cui parte interna è legnosa e dura). Ecco quindi un piccolo vademecum in cui segnaliamo quali sono queste differenze e quali proprietà caratterizzano entrambi questi frutti.
 

I marroni

Prima di tutto sfatiamo un mito: i marroni non sono delle “grosse castagne”. Questi frutti posseggono infatti caratteristiche proprie che li rendono ben distinti dalle cugine castagne. Queste ultime sono il frutto di un albero selvatico (il castagno), mentre il marrone nasce come frutto di una pianta coltivata, in cui l’uomo ha apportato delle modifiche operando diversi innesti, dando vita così a delle cultivar di grande qualità.
 

Castagne e marroni: differenze

Oltre alla pianta da cui questi frutti nascono, altre differenze sono, ad esempio, la quantità di frutti presenti nel riccio: se in quello della castagne possiamo trovarne fino a sette, nei marroni ne troviamo un massimo di tre.
Visivamente, i marroni sono più grandi delle castagne, ma non solo. La buccia di queste ultime è più scura, coriacea e spessa, queste sono, inoltre, più tondeggianti da un lato e più bombate dall’altro. I marroni, invece, presentano la buccia più chiara e con delle striature, hanno una forma più omogenea che ricorda quella di un cuore ed, infine un sapore più dolce.
 

Le proprietà delle castagne e dei marroni

I marroni, come le castagne, sono degli alimenti ricchi di nutritivi: in entrambi frutti ritroviamo, infatti, una grande quantità di carboidrati, di acqua, sali minerali, vitamine e proteine. Se cotti (per esempio bolliti) l’amido al loro interno viene trasformato in zuccheri semplici rendendo questi frutti poco adatti per chi soffre di diabete.
 

Ricette con castagne e marroni 

Come è ben noto entrambi i frutti sono utilizzati in cucina soprattuto in preparazioni autunnali (stagione in cui vengono colti). Oltre alla semplice cottura al forno, possiamo utilizzare i marroni ad esempio per portare in tavola dei golosi marron glacé. La loro preparazione è un po’ lunga, ma “l’attesa vale l’impresa”. Dopo aver bollito i frutti in acqua salata, scolarli ed immergerli in uno sciroppo a base di mela e vaniglia precedentemente preparato e lasciarli in ammollo per 24 ore. Continuare la preparazione per 5 giorni successivi, in cui ogni giorno bisognerà ribollire i marroni nello sciroppo. Il sesto ed ultimo giorno si tratterà di cuocere i marroni in forno, dopo averli glassati con zucchero a velo e sciroppo.

Le castagne, invece, con il loro gusto più delicato possono essere un ottimo ingrediente per le zuppe, come la crema di zucca e castagne. Una volta sbollentate queste ultime con le zucchine aggiungere la zucca precedentemente ridotta a tocchetti e lasciar cuocere il tutto per mezz’ora. Trascorso questo tempo frullare il tutto con un frullatore a immersione, salare e servire ben calda.
 

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