Ashtanga Yoga: cos’è e dove si pratica

Cristina Piotti

Ashtanga, una tipologia di yoga che è oggi molto praticata ma che, come del resto altri rami della disciplina, ha radici piuttosto antiche. Ecco come, quando e perché praticare.
 

Saluto al sole e molte altre asana, anche più complesse, sono tipiche dello yoga Ashtanga. ©  Aleksandr Davydov / 123RF


Yoga Ashtanga è una disciplina che si è sviluppata nel mondo grazie al maestro K. Pattabhi Jois, allievo di Krishnamacharya. Nato ai primi del novecento, questo stile si può considerare senza dubbio uno dei più noti e praticati al giorno d’oggi. Il suo nome (Ashtanga significa “otto”) è il primo indizio che ci mostra la complessità che esiste dietro alla disciplina, pur così popolare.


Ashtanga Vinyasa yoga: cos’è

Chiamato anche Ashtanga Vinyasa Yoga, si tratta di uno yoga che presta particolare attenzione alla sincronizzazione del respiro, o Vinyasa. Come dicevamo, poi, la parola “Ashtanga” fa invece riferimento agli otto rami dello yoga, ovvero Yama (astinenza), Nyama (osservanza), Asana (posture), Pranayama (controllo dell'energia con il respiro), Pratyahara (controllo dei sensi), Dharana (concentrazione), Dhyana (meditazione) e Samadhi (contemplazione). È uno yoga che fa riferimento ai testi più sacri dell’induismo, i Veda, ma anche ad altri testi antichi. Stando alla disciplina, andrebbe praticato tutti i giorni, dalla domenica al venerdì (sabato escluso), alle prime ore del giorno, durante le fasi di luna piena o nuova - regola quest’ultima non più considerata da molti insegnanti, che la legano alle funzioni religiose che originariamente esentavano i religiosi induisti, o Bramini, dalla pratica.


Benefici

L’Ashtanga yoga favorisce l’elasticità muscolare, favorisce la mobilizzazione della schiena e riduce alcuni dolori articolari e posturali, in particolare alla schiena e al collo. Secondo alcuni insegnanti, sarebbe in grado di migliorare la salute del sistema endocrino e nervoso.


Leggi anche: Yoga, asana per mente e corpo


La prima serie

La pratica dell’Ashtanga Yoga è divisa in tre serie: Primaria, Intermedia, Avanzata. Ciascuna è basata su una sequenza specifica di posizioni, o asana, il cui ordine è ideato apposta per aiutare il corpo a progredire nella pratica. La primaria, o Yoga Chikitsa in sanscrito, comprende un totale di 75 asana, la cui sequenza completa dura all’incirca due ore.


Ashtanga power yoga

Il famoso Power Yoga (scopri tutti i suoi benefici) prende a piene mani dall’Ashtanga, tanto è vero che due dei nomi che hanno creato questa disciplina moderna, ormai molto diffusa negli Stati Uniti, cioè Beryl Bender Birch e Bryan Kest, sono stati allievi proprio di Pattabhi Jois. Il Power yoga comprende quindi asana tipiche di questo yoga, cui però sono aggiunti esercizi della moderna ginnastica, per un risultato maggiormente cardio e una maggior attenzione al potenziamento muscolare.


Mantra

Accanto alle posizioni, o asana, è bene ricordare l’importanza dei mantra, o canti, con i quali tradizionalmente inizia e termina una sessione di Ashtanga yoga. Si tratta di canti in sanscrito, che favoriscono non solo la concentrazione ma, secondo i maestri antichi, anche la stessa consapevolezza dell’allievo che, tra canto e respiro, raggiunge uno stato di calma.


Dove si pratica

L’Ashtanga Yoga non va praticato per forza in un monastero induista, o ashram, appartato in qualche angolo d’India. Esistono al giorno d’oggi molte scuole sparse per tutt’Italia, da Milano a Firenze, da Monza a Roma fino a Torino. Si tratta di una pratica che va iniziata con l’aiuto di un insegnante, per evitare infortuni, ma che in seguito può essere anche svolta a casa, con l’aiuto di YouTube, dove è possibile trovare indicazioni e video di molte posizioni. Infine, si può praticare a casa: basta scaricare una delle numerose app a tema, oppure provare a seguire qualche star dello yoga su Instagram.


Potrebbe interessarti anche: Posizioni yoga, 10 asana illustrate con nomi

Vedi anche

Annunci Google

Nessun commento per il momento.