Anemia: cause, sintomi e cura

Nell'immaginario collettivo, una persona anemica è un po' debole a pallida. Facciamo chiarezza su questa patologia, analizzando le cause, in sintomi e le possibili soluzioni.

Uno dei sintomi dell'anemia è la fatica.

Cos'è l'anemia?

L'anemia è una riduzione dei valori di emoglobina nel sangue. Il sangue serve, tra le altre cose, a trasportare l'ossigeno in tutto il corpo. A permettere il trasporto dell'ossigeno sono i globuli rossi. L'emoglobina, la proteina dei globuli rossi, svolge un ruolo fondamentale nel trasporto dell'ossigeno. Tra le principali componenti dell'emoglobina c'è il ferro, che dà al sangue il suo colore rosso.
I globuli rossi vengono prodotti nel midollo osseo; questo processo, chiamato eritropoiesi, dura circa 5 giorni. La loro durata di vita è di circa 120 giorni. Ogni giorno muoiono dei globuli rossi; se tutto va bene, ne nascono altrettanti. Ma se si perde sangue a causa di un'emorragia o di un'altra malattia, o se l'apporto di ferro è insufficiente, la quantità di emoglobina diminuisce: se non si blocca questo processo, si diventa anemici.

I tipi di anemia

L'anemia è un termine generico per indicare varie patologie molto diverse tra loro. Ecco alcune delle forme più note.

  • L'anemia ferropriva è la forma più comune e la meno grave: l'emoglobina scarseggia perché l'organismo non riceve abbastanza ferro per produrne a sufficienza.
  • L'anemia emorragica è causata, come indicato dal nome stesso, da delle emorragie gravi, esterne e in particolar modo interne (specialmente gastrointestinali).
  • L'anemia aplastica è dovuta a un problema di produzione di globuli rossi nel midollo osseo. Spesso si ignora la causa di questa disfunzione. Altre volte, la causa viene individuata in un farmaco o in un'altra malattia.
  • Anche la talassemia è causata da una sintesi anomala dei globuli rossi. Questa patologia ereditaria è chiamata anche anemia mediterranea: questo disturbo, infatti, è molto diffuso nella zona del Mediterraneo, e in particolare nelle aree a rischio malaria (almeno in passato): l'anemia, infatti, ostacola la diffusione di questa malattia infettiva, permettendo alle persone anemiche di sopravvivere durante le epidemie. 
  • La malattia di Biermer è dovuta a una mancanza di vitamina B12, che normalmente aiuta i globuli rossi a maturare.

I sintomi

Il problema dell'anemia è che i suoi sintomi possono essere inesistenti, o molto leggeri. Questa malattia può anche passare completamente inosservata per molto tempo.
Quando si aggrava, l'anemia può manifestarsi in vari modi:

  • uno dei primi sintomi è di solito una stanchezza crescente, a cui una buona notte di sonno non riesce a porre rimedio;
  • in generale, una persona anemica non si sente in forma;
  • i pazienti anemici sono spesso pallidi;
  • quando è in stadio avanzato, l'anemia può provocare affanno.

Proprio perché i sintomi sono variabili, non bisogna fare un'autodiagnosi. Solo un medico può dirvi se soffrite davvero di anemia e perché. Se avvertite questi disturbi, quindi, consultate subito uno specialista. Il rischio è che l'anemia peggiori, provocando per esempio:

  • accelerazione del respiro
  • vertigini
  • palpitazioni
  • sudorazione
  • sensazione di sete

Anche delle feci scure e maleodoranti possono essere un segno indiretto di anemia: di solito sono dovute a un'emorragia allo stomaco, con una conseguente perdita di ferro nel sangue. Delle feci del genere sono al tempo stesso la spia di un'anemia, ma anche di una malattia latente, spesso più grave.
Lo stesso vale nel caso in cui del sangue sia presente nelle feci, con la differenza che il problema questa volta si situa probabilmente a livello dell'intestino, sanguinante in alcuni tratti. Ancora una volta, questi sintomi vanno presi molto seriamente.

La diagnosi

La prima cosa da fare è andare dal medico, che vi prescriverà degli esami del sangue. L'anemia, come abbiamo detto, è caratterizzata da una bassa quantità di emoglobina nel sangue. Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), una donna in età fertile è anemica quando i suoi valori di emoglobina sono inferiori a 12 g/100 mL (inferiori a 13 per gli uomini). Le analisi del sangue permettono anche di misurare l'ematocrito (la percentuale di cellule ematiche nel sangue) e i valori di ferro.

Le cause

Anche se i sintomi sono spesso uguali per tutti, le cause dell'anemia possono essere diverse:

  • in età fertile, il ciclo mestruale può essere la causa scatenante; durante le mestruazioni, infatti, le donne perdono del sangue e quindi del ferro, che non riescono sempre a reintegrare con l'alimentazione.
  • Anche l'ulcera allo stomaco, quando non viene curata, può causare un'anemia a causa della perdita di ferro. Trattandosi di un'emorragia interna, non è sempre facile da individuare.
  • Un'altra ragione della mancanza di ferro è l'incapacità di assorbirne una quantità sufficiente. La principale fonte di ferro del nostro corpo è l'alimentazione. Se ci priviamo di alimenti ricchi di ferro, possiamo incorrere in una carenza alimentare
  • A volte, l'organismo non produce globuli rossi in quantità sufficiente; questo disturbo comporta l'insorgere di forme gravi di anemia, come quelle sopracitate. 

Le persone a rischio

Chiunque può soffrire, un giorno o l'altro, di anemia. Detto questo, certe persone devono stare più attente di altre e dovrebbero controllare regolarmente il loro tasso di ferro, per essere sicure che vada tutto bene. Tra le categorie più a rischio ci sono:

  • le donne con le mestruazioni abbondanti e le adolescenti. Come abbiamo detto, le mestruazioni fanno perdere sangue e provocano una carenza di ferro.
  • Le donne incinte. Il feto assorbe una buona parte delle riserve. Capita spesso che le donne incinte e le neomamme siano anemiche. Ancora una volta, bisogna aumentare l'apporto di ferro durante la gravidanza. 
  • I vegetariani e, a maggior ragione, i vegani: è più difficile assumere una quantità sufficiente di ferro quando non si mangia carne, anche se questa sostanza è contenuta in molte verdure e legumi. 
  • Le persone di più di 85 anni. Con il tempo, l'organismo assimila meno bene il ferro. Inoltre, gli anziani tendono a mangiare meno, soprattutto la carne. La loro dieta è spesso carente di ferro. 

Per alcuni tipi di anemia, il fattore determinante è l'ereditarietà. Se più persone nella vostra famiglia soffrono di anemia, sarebbe opportuno fare un esame del sangue.

La cura per la carenza di ferro

Per capire come curare l'anemia, bisogna innanzitutto identificarne le cause. Se si tratta di un'anemia da carenza di ferro, potrebbe essere sufficiente aumentare l'apporto di questa sostanza. In questo caso:

  • potreste dover modificare la vostra alimentazione. Il medico potrebbe consigliarvi di mangiare dei cibi ricchi di ferro, come la carne rossa, i legumi e certe verdure.
  • Dovreste cercare di consumare alimenti ricchi di vitamina C, che facilita l'assimilazione del ferro.
  • Se l'alimentazione non basta, il medico potrebbe prescrivere anche degli integratori alimentari.

Questa terapia può essere piuttosto lunga e avere degli effetti collaterali (nausea, stitichezza...), soprattutto se si prendono degli integratori. Ecco perché va fatta sotto controllo medico. Ricordate, inoltre, che non tutte le anemie sono dovute direttamente a una mancanza di ferro, e che possono essere la spia di una malattia più grave.

La prevenzione

Non è sempre possibile evitare l'anemia, ma esistono comunque dei modi di ridurre il rischio.
Se siete potenzialmente esposti a questa patologia (perché siete vegetariani, avete delle mestruazioni abbondanti ecc.), fate regolarmente le analisi del sangue e chiedete un parere medico sul modo migliore di alimentarvi. Dei controlli rigorosi vi permetteranno di rilevare in tempo una carenza alla quale potrete porre rimedio prima che vengano toccate le riserve.
Evitate di bere molto tè, specialmente troppo infuso, che ostacola l'assimilazione del ferro. Evitate anche le gravidanze ravvicinate, per lasciare al corpo il tempo di riprendersi e di creare delle nuove riserve.

Gli alimenti ricchi di ferro

Se siete a rischio anemia, dovreste consumare degli alimenti ricchi di ferro. Ecco qualche esempio:

  • la carne rossa
  • il fegato (d'oca, di vitello...)
  • il cacao amaro
  • i molluschi, i crostacei e i pesci
  • i legumi
  • la frutta secca

Per favorire l'assimilazione del ferro, puntate sugli alimenti ricchi di vitamina C. Attenzione a tè e caffè, che possono ostacolarne l'assorbimento.

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