Il bullismo raddoppia grazie (anche) al silenzio delle vittime

Negli ultimi due anni - denuncia Telefono Azzurro - i casi di bullismo sono raddoppiati ma le vittime non informano quasi mai gli adulti. L'allarme dei pediatri: le conseguenze possono essere molto gravi. 

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo sono raddoppiati negli ultimi due anni, denuncia Telefono Azzurro.


Da un lato ci sono loro, i bulli e i cyberbulli, violenti e prepotenti, raddoppiati negli ultimi due anni, denuncia il Telefono Azzurro. Dall'altra ci sono le vittime, sempre più omertose, che non ne parlano in famiglia né a scuola e risolvono (spesso invano) la situazione da soli, lanciano l'allarme gli Stati Generali della Pediatria. Insomma, da dove la si prende, la situazione tra gli adolescenti italiani fa riflettere. 

La cronaca non lascia spazio ai dubbi: è di ieri la notizia che in provincia di Reggio Emilia, un parroco stufo delle violenze dei ragazzi ai danni degli educatori terrà chiuso l'oratorio per una settimana. E sempre di ieri quella dei carabinieri di Busto Arsizio, in provincia di Varese, che hanno denunciato per stalking, ingiuria continuata e lesioni personali in concorso, quattro studentesse tra i 15 e i 17 anni. Risale invece a una settimana fa la "bravata" dei tre ragazzini tra i 14 e i 15 anni che hanno convinto una tredicenne a seguirli in un garage e, a sua insaputa, hanno filmato gli atti sessuali per poi inviarli a un migliaio di coetanei con Whatsapp. I tre sono stati denunciati per violenza sessuale e divulgazione di materiale pedopornografico, mentre la ragazzina, sconvolta, ma sostenuta dalla famiglia, ha trovato la forza di tornare a scuola. "Questa è una forma di bullismo - ha dichiarato il capitano dei carabinieri Salvatore Gibilisco, comandante a Castelfranco Veneto - purtroppo in voga negli ultimi tempi tra i giovani. Anche chi riceve foto o video e le divulga a sua volta deve sapere che compie un reato". E ancora: il 3 dicembre, tre bambini livornesi di 10 anni avrebbero minacciato un compagno di classe, straniero, con un coltellino a punta rotonda; e il 20 novembre un quattordicenne ha infilato nello zaino, tra i libri di scuola, anche un machete lungo mezzo metro.

Si potrebbe andare avanti per ore, ma la fotografia scattata da Telefono Azzurro riassume uno scenario ben preciso: gli interventi sono passati dall'8,4% del 2012, al 13.1% del 2013, per arrivare al 16,5% di quest'anno. Raddoppiati in due anni. Le segnalazioni provengono soprattutto dalla Lombardia (12,4%), seguono il Veneto (10,2%) e il Lazio (7,2%). Gli adolescenti coinvolti sono principalmente di sesso femminile o stranieri e di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. A confermare i numeri c'è un'altra indagine, curata da Doxa Kids in collaborazione con Telefono Azzurro, da cui è emerso che un ragazzo su tre è stato vittima di bullismo. 

Numeri troppo alti, che hanno indotto Telefono Azzurro ad avviare la campagna “Fermiamo il bullismo. Adesso” attiva fino al 21 dicembre per raccogliere fondi destinati, da un lato a sostenere la linea di ascolto gratuita 1.96.96, che, 24 ore su 24, offre assistenza alle vittime di bullismo e agli adulti che gli stanno accanto, dall'altro a realizzare progetti di prevenzione nelle scuole e non solo. Anche perché, tra gli aspetti più complessi del fenomeno, c'è la difficoltà della vittima a parlarne. Oltre la metà dichiara, infatti, di "difendersi da solo", solo il 16,8% informa un adulto, il 14,2% ne parla con un amico, l'11,7% subisce senza fare niente. Solo il 3,2%, arriva a denunciare.

Insomma, quello del bullismo e del cyberbullismo è diventato un vero e proprio "problema di salute pubblica", ha ammonito Giovanni Corsello - presidente della Società italiana pediatri (Sip), in occasione della Giornata Mondiale del Bambino e dell'Adolescente - che non va trascurato dal momento che le conseguenze possono essere decisamente gravi: "sindromi depressive, ansia e una maggiore propensione all'uso di droghe e comportamenti devianti". In particolare, secondo i risultati dell'indagine Abitudini e stili di vita degli adolescenti condotta dalla Sip su un campione di 2.107 studenti delle scuole medie, le persecuzioni online viaggiano il più delle volte sui social network, seguono le chat e gli SMS. Nel 15% si arriva a pubblicare foto o filmati e nel 12,1% a creare profili falsi su Facebook. 

"Le denunce per atti di cyberbullismo giunte alla Polizia Postale è quintuplicato tra il 2013 e il 2014", dichiara Marco Valerio Cervellini, responsabile per i progetti di prevenzione e legalità della Polizia Postale. Rispetto al bullismo tradizionale, in quello online, ricorda Cervellini, "chi vuole colpire può nascondersi nell'anonimato del web, non c'è un rapporto faccia a faccia con la vittima". Va da sé che in questi casi sia ancora più difficile far emergere i soprusi. 

Di qui l'idea di un Vademecum elaborato da Sip, Polizia di Stato e Facebook, rivolto non solo ai ragazzi ma anche (e soprattutto) ai genitori per promuovere un uso positivo del web. Il primo della lista è l'invito a parlare con i figli per spiegare che Internet "non è un mondo virtuale ma parte della vita reale"; il secondo è chiedergli consigli su come navigare "per capire come si comportano sul web e renderli consapevoli di eventuali pericoli". Il terzo tenere a mente che "proibire non serve", perché l'unica arma è la prevenzione


Infine, fa notare Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, è il coraggio di spezzare il silenzio a fare la differenza: "Non tacete! - esorta la Boldrini -. Nelle situazioni di disagio e paura, non isolatevi! Chi vi aggredisce e vi offende punta tutto sul vostro silenzio". Uomo (e ragazzo) avvisato, mezzo salvato. 

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