Simboli della lavatrice: lavaggi secondo le etichette

Giulia Vola

Ecco una piccola guida per decifrare i simboli delle etichette degli indumenti e non sbagliare lavaggio in lavatrice. 

Decifrare i simboli delle etichette per il lavaggio in lavatrice è molto importante per non rovinare gli indumenti. © piksel/123RF

Simboli del lavaggio in lavatrice: come decifrarli

Se di per sé la lavatrice ha contribuito all’emancipazione delle donne, i simboli delle etichette che indicano come un capo vada lavato sono in grado di mandare in tilt la maggior parte di noi che troppo spesso le ignoriamo salvo poi disperarci quando qualcosa va storto nel lavaggio. Iniziamo dal simbolo fondamentale, quello che raffigura una bacinella piena d’acqua e indica il lavaggio: se è accostato a un numero significa che quella indicata è la massima temperatura sopportata dal tessuto; se c’è una mano s’intende che il capo va lavato solo a mano; se, invece, è accompagnato da linee allora va lavato con attenzione (una indica un trattamento delicato, due molto delicato); infine, se è sbarrato, allora il capo va portato in tintoria.    

Simboli del lavaggio (e asciugatrice)  

Un triangolo e un cerchio in un quadrato: ecco i simboli che indicano, rispettivamente, il lavaggio con candeggina e l’asciugatura. Più nello specifico: se il triangolo è pieno, via libera se, invece, contiene due linee oblique, il capo richiede candeggina all’ossigeno, più delicata di quella al cloro; infine, se è sbarrato è segno che l’indumento non tollera la candeggina. 

A proposito del simbolo dell'asciugatrice sui capi, invece, se il cerchio nel quadrato presenta un puntino allora il capo va asciugato a temperatura più bassa, se i puntini sono due la temperatura richiesta è quella normale; se è sbarrato, come sopra, significa che va asciugato naturalmente.

Simbolo "non lavare in lavatrice": quando i capi vanno in tintoria 

Quando i capi non vanno lavati in lavatrice e, quindi, trattati in tintoria, i simboli sono le lettere F, P e W all’interno di un cerchio che, rispettivamente (anche se non è compito vostro decifrarli), indicano la necessità di un lavaggio con idrocarburi, trifluoro o tricloroetano; una pulizia con percloroetilene (esclusa la trielina) e, infine, detergenti a base d’acqua.

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