La dieta del militare funziona? Chiediamolo all'esperto

Barbara Leoni

Promette - 4,5 kg in una settimana con uno specifico regime alimentare di tre giorni. Ecco svelati tutti gli imbrogli dell’ennesima dieta miracolosa.
 

Ecco le opinioni degli esperti sulla dieta militare. © Evgeny Atamanenko / 123RF


L’avevamo già vista nel nostro precedente articolo sulla dieta militare: in sostanza si tratta di una dieta di tre giorni che da anni spopola, non a caso, negli Stati Uniti e che si basa sulla combinazione chimica di alcuni alimenti e sulla riduzione drastica delle calorie. In questo modo assicura un dimagrimento rapido fino alla perdita di 4,5 kg nel giro di una settimana. In più non richiede esercizio fisico né prescrizione medica, permette di mangiare wurstel e gelato. Di che dieta si tratta? Funziona? Risponde alle nostre domande Ambra Ciliberto, dietista presso l’Istituto Nazionale di Chirurgia dell’Obesità di Milano.


Dott. ssa Ciliberto, cosa pensa in generale della Dieta Militare?

"La prima cosa che salta all’occhio è che si tratta di una dieta che si basa su una riduzione considerevole delle calorie in pochissimo tempo e, di conseguenza, la perdita di peso è quanto mai ovvia. È la scoperta dell’acqua calda, ma una variazione in termini calorici così considerevole può essere dannosa quanto controproducente. Certo che funziona: così si dimagrisce ma resta da vedere se si è in grado di mantenere il peso ottenuto a lungo termine. Inoltre, lo ricordiamo, che nella maggior parte dei casi non si tratta di un dimagrimento effettivo. Penso si tratti dell’ennesima trovata della dieta di Cenerentola: a mezzanotte la carrozza torna zucca. Dopo come si torna a mangiare? Non è stata impartita nessun tipo di educazione alimentare".


Cosa pensa del regime alimentare della Dieta Militare?

"Il fatto che dica di basarsi sulla combinazione chimica tra alcuni alimenti resta da verificare visto che non vi sono associati studi scientifici a riguardo. È da capire, poi, come una persona deve procedere nei quattro giorni successivi dal punto di vista alimentare. Inoltre prevede una scheda molto dettagliata da seguire per tre giorni senza alcuna distinzione, indiscriminatamente per tutti. In ogni dieta che sia degna di chiamarsi tale bisogna invece tenere ben presente il fabbisogno energetico di ciascun individuo".


Cosa ne pensa degli alimenti previsti dalla Dieta Militare?

"Mi lasciano molto perplessa dal punto di vista della salubrità: i wurstel dovrebbero essere banditi da qualsiasi tipo di alimentazione, al di là di un obiettivo di dimagrimento o meno. Per quanto riguarda il “contentino” del gelato, va detto che anche in una sana dieta equilibrata si può sgarrare senza farsi sopraffare dai sensi di colpa: ovvio, bisogna moderarsi, ma dieta non significa solo pollo bollito, spinaci al vapore e carotine".


Cosa ne pensa di una dieta che non prevede attività sportiva né una prescrizione medica?

"Per quanto riguarda lo sport, ovvio: riducendo così tanto le calorie, il dimagrimento arriva senza bisogno di fare attività fisica e questo diventa un brillante specchietto per le allodole. Il fatto che non preveda una prescrizione medica è un’evidente autodenuncia che si tratta di un dieta che cerca di evitare un confronto scientifico e si vende facile e pronta all’uso”.


Quindi perché la Dieta Militare ha successo?

"Può avere successo sul breve periodo e su persone non informate. È di fatto l’espressione della confusione alimentare che imperversa negli Stati Uniti, il paese con il più alto tasso di obesità nel mondo. Su un terreno fertile come quello, certo, può attecchire. Per fortuna in Italia abbiamo una cultura alimentare mediterranea che ci fa essere diffidenti da questo genere di imbrogli, devo dire in questo caso, a carte scoperte". 

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