Trekking a cavallo: come affrontarlo da principianti, dove andare e come

Barbara Leoni

Chi non sogna una vacanza in sella? Eppure molto spesso ci si ferma davanti a timori e paure. Ecco come affrontare il trekking a cavallo in modo sereno.
 

Un trekking a cavallo è l'ideale per rilassarsi nella natura. © Kostic Dusan / 123RF


Ritmi frenetici, città, smog e allora si rincorrono tutti gli stratagemmi per ritrovare la serenità perduta. Spesso però ci dimentichiamo che la risposta più semplice ed efficace arriva sempre dalla natura. Lontano dal rumore, dal traffico, l’andare a cavallo permette un’immersione totale con il paesaggio e offre un’esperienza spirituale che ci aiuta ad entrare in connessione con noi stesse. Inoltre il turismo equestre si sposa perfettamente con uno stile di vita slow ed ecosostenibile. Romanticismi a parte, un trekking a cavallo può rivelarsi tanto un’esperienza stupenda quanto traumatizzante. Il motivo? A cavallo i rischi ci sono per il semplice fatto che è un essere vivente con azioni e reazioni proprie e un trekking va dunque pianificato in modo intelligente e coscienzioso, affidandosi a persone serie ed esperte.
 

Trekking a cavallo, sì ma in sicurezza

Per cimentarsi in un primo trekking è fondamentale avere affrontato un avvicinamento al cavallo in maneggio, in modo da prendere dimestichezza con le andature (almeno passo e trotto, mentre per il galoppo ci sarà tempo). Si consiglia di prendere due o tre lezioni in campo prima di uscire nella natura selvaggia. Entrare in confidenza con la postura, la gestione degli “aiuti”, ovvero dei messaggi che trasmettiamo al cavallo con le nostre gambe e con le redini, costituiscono l’ABC. Diffidate quindi dai centri che vi annunciano fin da subito lunghe passeggiate, senza testare prima le vostre capacità. Purtroppo ci sono maneggi gestiti da persone poco professionali e improvvisate che mettono i clienti in situazioni potenzialmente pericolose senza che questi ne abbiano coscienza.
 

Dove andare

L’ideale sarebbe conoscere bene il posto dove si va ed i percorsi proposti per una passeggiata a cavallo a seconda del livello: principiante, medio, esperto. Se non conoscete direttamente un centro ippico di fiducia, uno strumento utile può rivelarsi la guida del Touring Club ItalianoItalia a cavallo”, a cura di Luca Fraioli e Federica Lamberti Zanardi, che offre gli itinerari più affascinanti del nostro Paese con i riferimenti di centri e guide a cui rivolgersi, regione per regione: le strade del Monferrato, le Dolomiti, l’Appennino Tosco-Emiliano, l’Alta Via dei Monti Liguri, la Maremma, le Cinque Terre, l’Isola d’Elba, il Parco della Majella, la Linea Gustav, le vie della transumanza dall’Abruzzo al Gargano, il coast to coast Puglia-Basilicata, la Transiciliana, per dirne solo alcuni.
 

Come affrontare una passeggiata a cavallo

Una volta che sapete dove andare, verificate che le passeggiate siano programmate in piccoli gruppi di persone (al massimo cinque o sei cavalli) con accompagnatori esperti, uno che apre la fila e uno che la chiude. In campagna, infatti, si procede in fila indiana perché se i cavalli si affiancano possono sentirsi in competizione causando ad un principiante una sensazione di disagio. È importante che le guide sappiano intuire e prevenire le situazioni che si possono verificare. Per quanto riguarda i terreni, i cavalli che escono normalmente in passeggiata hanno sviluppato una buona sicurezza sui piedi conoscendo bene dove camminano. In caso di abbondanti piogge bisogna però evitare superfici scivolose, sdrucciolevoli o franose a seconda anche della pendenza che si percorre: in piano, in salita o in discesa. Bisogna evitare le buche e le pietre appuntite. Un terreno ideale è, a titolo d’esempio, quello dell’argine o del greto di un fiume oppure i campi estesi e il sottobosco. Quando si attraversano paesi e borghi, vige il Codice della Strada ma sull’asfalto è bene adottare qualche precauzione in più per rendersi visibili alle automobili. Per quanto riguarda le andature si procede quasi sempre al passo, salvo tratti di trotto e galoppo più o meno lunghi (a seconda ovviamente del livello del gruppo) dove lo spazio e la messa in sicurezza lo consentono.
 

Come vestirsi e cosa portare

Per un trekking in sella è opportuno vestirsi a seconda della stagione, sapendo che le condizioni meteo possono variare e che a cavallo si suda! Un abbigliamento a cipolla è l’ideale: t-shirt o camicia, felpa o eventuale pile e giacca a vento. Dei pantaloni da equitazione e dei semplici stivali vi consentono di stare comodi in sella. Se fosse particolarmente freddo, ricordate la calzamaglia e dei calzettoni termici. Non dimenticate il cap o un caschetto protettivo. In caso di tempo variabile, portatevi un impermeabile. Se la passeggiata dura un’intera giornata, informatevi con il centro ippico su come organizzarvi per l’eventuale pranzo al sacco.
 

Quante ore?

Per chi non fosse abituata, già due ore in sella si faranno sentire, soprattutto il giorno dopo. Quindi, anche in questo caso, si consiglia buon senso: a seconda delle capacità e della frequenza con cui si monta a cavallo, programmate trekking dalle due alle quattro ore. Trascorrere un’intera giornata in sella o addirittura più giorni è bellissimo, ma bisogna prepararsi adeguatamente. Iniziate da una breve passeggiata di mezza giornata e, se scatta l’amore incondizionato per il cavallo e per la natura, allungate i vostri trekking progressivamente alla scoperta di nuove e lunghe avventure.

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