Muco cervicale: fertile o non fertile?

Eleonora Chiais
Il muco cervicale prima del ciclo è tra i segnali più evidenti dell'ovulazione perché in questo periodo modifica la sua consistenza diventando filamentoso.
Il muco cervicale è molto utile per riconoscere il periodo dell'ovulazione ma, per il resto del tempo, ha in primo luogo una funzione protettiva. © Piotr Marcinski/123rf

Molto utile per riconoscere i sintomi dell’ovulazione, anche quando il ciclo è irregolare, il muco cervicale ha in primo luogo una funzione protettiva perché - prodotto dalle ghiandole che si trovano, appunto, nel canale cervicale - forma una sorta di “tappo” tra la vagina e l’utero. Questa chiusura è estremamente importante perché impedisce che i batteri e gli organismi estranei possano entrare nella cavità uterina dando, di conseguenza, origine e infezioni e disturbi di vario genere. Questa impenetrabilità, però, caratterizza il muco cervicale solo per alcuni periodi e la sua consistenza, durante la fase dell’ovulazione, cambia sensibilmente di modo da permettere il passaggio degli spermatozoi.

Muco-ovulazione (o muco ovulatorio): cosa cambia?

Durante i giorni fertili per rimanere incinta, quindi, il muco cervicale si modifica visibilmente e, parallelamente all’aumento degli estrogeni, la sua consistenza diventa elastica e filante. Questo muco – che si definisce in termini tecnici “muco fertile” o muco ovulatorio – ha una composizione fatta apposta per favorire il passaggio degli spermatozoi nella cavità uterina e, tra l’altro, durante il periodo del “passaggio” protegge gli spermatozoi trasformandosi, per loro, in una specie di nutrimento. Tra i metodi più utilizzati per stabilire il periodo fertile, l’osservazione del muco cervicale si può fare semplicemente tenendo una piccola quantità di questa sostanza tra indice e pollice: se la consistenza è filamentosa, ed è possibile distaccare le dita fino a qualche centimetro senza che il muco si rompa, ci si trova nel periodo dell’ovulazione.

Muco cervicale giallo (e denso)

Ma se è vero che il muco cervicale nei giorni dell’ovulazione assume un aspetto particolare, è anche vero che questo è sempre presente durante il periodo tra un ciclo e l’altro, a cambiare è – appunto – la sua consistenza e il suo colore. Per questo subito dopo la rottura del follicolo il muco cervicale diventa giallo e, generalmente, abbastanza grumoso e cremoso ma – in alcuni casi – può addirittura scomparire del tutto lasciando una generale sensazione di secchezza.

Muco cervicale in gravidanza

Per aumentare la produzione di muco, in vista di una possibile gravidanza, è consigliabile consumare molta acqua e succhi ottenuti con la frutta fresca, preferibilmente agrumi. Non tutti gli agrumi, però, hanno la stessa utilità. Quello fondamentale nella dieta di chi sogna una gravidanza e, per questo, vuole intervenire sul muco cervicale è, infatti, il limone che - se aggiunto in piccola quantità alla dieta quotidiana - rende la zona della vagina più alcalina e quindi più accogliente nella sopravvivenza degli spermatozoi. Un altro consiglio, poi, è quello di utilizzare l'olio di enotera che, integratore naturale derivato da un fiore di campo molto comune nel Nord America, è ricchissimo di vitamina E e di acidi grassi che vengono convertiti dall’organismo in una sostanza affine alla prostaglandina che, essendo contenuta anche nello sperma, aiuta ad ammorbidire il collo dell'utero (facilitando il concepimento).

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