Gli oggetti dei film: retroscena dai set più famosi

Giulia Vola
  • Dal cuore dell’oceano di Titanic al vaso di Ghost passando per il coltello di Psycho e il pallone di Cast Away: ecco le storie dietro agli oggetti più famosi del cinema.

    Il cuore dell'oceano è il diamante blu, a forma di cuore, indossato da Rose in Titanic. © YouTube


    Titanic: il cuore dell’Oceano

    Il Cuore dell’Oceano, il diamante blu a 56 carati sfoggiato da Rose (Kate Winslet) sul Titanic è stato creato ad hoc per il film vincitore di 11 Oscar. Tuttavia è in linea con i meravigliosi gioielli rinvenuti a bordo del relitto e, nello specifico, è la sintesi di tre esemplari preziosissimi. Nel metterlo al collo di Rose, il fidanzato Cal Hockley (Billy Zane) lo fa risalire alla corona di Luigi XVI: una volta ghigliottinato, il diamante sarebbe stato staccato e tagliato a forma di cuore per poi passare di mano in mano.

    Come spiega Peter Lamont, production designer del set, il regista Jim Cameron “voleva un gioiello a forma di cuore, sfaccettato e verosimile come un diamante vero”. Detto fatto: per crearlo i gioiellieri londinesi Asprey & Garrad si sono ispirati al Régent, il diamante dei regnanti francesi conservato al Louvre; il Marie Antoinette Bleu, il diamante blu a forma di cuore che la regina portò dall'Austria prima delle nozze regali e il Diamante Hope, preziosissimo gioiello che la Regina ricevette in dono da Re (sempre Luigi XVI) che oggi è conservato al Smithsonian Institution di Washington.

    Realizzato con uno zircone incastonato in una montatura di oro bianco, è costato 10mila dollari e “fu creato anche un facsimile perché alla fine viene buttato in acqua”, precisa Peter Lamont. I gioiellieri realizzarono anche la collana indossata nel 1998 da Céline Dion alla notte degli Oscar quando cantò My Heart Will Go On: questa volta il cuore è uno zaffiro Ceylon a 170 carati ed è circondato da 65 diamanti per un totale di 36 carati. Il tutto per 2,2 milioni di dollari.

    Un’altra versione del gioiello è quella creata dal gioielliere Harry Winston, sfoggiata dall’attrice Gloria Stuart (quella che nel film butta il cuore dell’Oceano nell’acqua) agli Oscar: il cuore qui è un diamante blu a 15 carati da 20 milioni di dollari.

  • Love Actually: i cartelli

    L'ispirazione dei cartelli di Love Actually è il video di una canzone di Bob Dylan. © YouTube


    A proposito dei cartelli di Love Actually, il regista Richard Curtis spiegò nel 2013 che sul tavolo aveva "cinque idee romantiche" - tra cui “e se lui riempisse di rosa il giardino di lei?” - che sottopose ad alcune colleghe d'ufficio alla ricerca della migliore. Alla fine ebbe la meglio quella ispirata al video di Subterranean Homesick Blues della canzone di Bob Dylan.

  • Ghost: il vaso

    L'idea del vaso in Ghost fu di Demi Moore che, ai tempi, prendeva lezioni. © YouTube


    L'indimenticabile scena del vaso di Ghost nasce da un'idea di Demi Moore che, in quel periodo stava prendendo lezioni in materia. Come spiega la scenografa Jane Musky, nell'immaginare la casa dei protagonisti, l'attrice propose "un luogo di lavoro di qualche tipo". Detto fatto: sulle mensole vennero piazzati i vasi della maestra di Demi e lei e Patrick (Swayze) improvvisarono la creazione di un nuovo esemplare.

  • Pulp Fiction: l'orologio

    L'orologio di Pulp Fiction è stato realizzato assemblando diversi pezzi per non incorrere in problemi legali. © YouTube


    L’orologio di Pulp Fiction, "comprato in un negozio di cianfrusaglie a Knoxville, nel Tennessee" che viene affidato al giovane Butch, dopo diverse peripezie - il padre lo tenne stretto nel sedere "per cinque lunghi anni", prima di andarsene per dissenteria - è un assembramento ad opera del property master Jonathan Hodges di diversi modelli d'antiquariato. Come ha infatti spiegato lo scenografo David Fiasco, Quentin Tarantino si guardò bene dall'incorrere negli stessi problemi legali scatenati da quello di Gucci usato invece sul set de Le Iene. A dargli l'aspetto definitivo pare contribuì anche Bruce Willis - nel film Butch adulto -, grande appassionato in materia.

  • Cast Away: Wilson, il pallone da pallavolo

    Wilson, il pallone co-protagonista di Cast Away nasce da un'idea dello sceneggiatore. © YouTube


    Wilson, il pallone da pallavolo che diventa il migliore amico del naufrago Tom Hanks in Cast Away è nato da un'idea dello sceneggiatore William Broyles Jr. che, un giorno, si ritrovò a fissarne uno su una spiaggia in Messico e decise d'infilarlo nella storia, forte anche delle assodate teorie psicologiche in materia. Robin L. Miller, il property master della pellicola, ha spiegato che fu la produzione a rivolgersi alla Wilson (la marca di palloni) e non viceversa e che l'azienda non diede facilmente il permesso di usare il pallone senza logo così da permettere al naufrago di disegnarci sopra una faccia. Alla fine li convinse ma l'azienda mise a disposizione appena 20 palloni.

  • Star Wars: ​​​​​​​le spade laser

    Le spade laser di Star Wars sono state create apposta grazie alle descrizioni di George Lucas. © Kika Press


    Per creare la prima spada laser di Star Wars, Roger Christian ha raccontato di aver chiesto diverse consulenze a George Lucas, di aver visionato diversi disegni ma di aver trovato l'ispirazione per caso: "Capii fin da subito che sarebbero state il simbolo del film. Era ovvio. [Lucas] aveva inventato una cosa che tutti avrebbero voluto" ma da lì a rappresentarla il passo non fu breve: "Stavo impazzendo. Non riuscivo a trovare niente che andasse bene". La svolta arrivò in un negozio che noleggiava cineprese e macchine fotografiche dove Christian trovò dei manici destinati alle Graflek: "Fu come trovare il Santo Graal". Per la luce laser si rivolse a un suo amico artista e con un disegno creò un must have: il primo esemplare costò 12 dollari.

  • Il Signore degli Anelli: l​​​​​​​’anello

    L'anello de Il Signore degli anelli fu creato da un gioielliere della Nuova Zelanda. © YouTube


    Se creare l'universo de Il Signore degli anelli non fu una passeggiata, il peso più grande dello scenografo Grant Major fu la creazione dell'anello che, lo stesso J.R.R. Tolkien, liquida senza particolari dettagli di fattura. Dall'impasse uscì grazie a Rick Porras, uno dei produttori della pellicola prossimo alle nozze: la sua fede divenne la base di partenza del modello che fu poi realizzato da un gioielliere di Nelson, in Nuova Zelanda, nei pressi del set.

  • Il Padrino: la testa di cavallo

    La testa di cavallo che Jack Woltz si ritrova nel letto era vera. © YouTube


    L'orrore di Jack Woltz (John Marley) quando, sul set de Il Padrino si ritrova nel letto la testa di cavallo recapitata da Vito Corleone è tutt'altro che recitato: come ha spiegato il produttore Al Ruddy la finta testa di cavallo di un vicino set western fu scartata perché "vecchia e così rovinata da non tenersi nemmeno insieme" e il regista Francis Ford Coppola optò per una vera, comprata in un mattatoio. Per girare la scena fu congelata ma John Marley non gradì lo stesso e mentre la troupe rideva, si lamentava di continuo. Tanto che quando finalmente ebbero finito "se ne andò via dal set, buttando quella dannata cosa per terra. Non tornò per tutto il giorno".

  • Psycho: il coltello

    La scena del coltello dura 45 secondi ma ci volle una settimana per girarla. © YouTube


    Il coltello più famoso del cinema, quello della scena nella doccia di Psycho era un modello qualsiasi. La particolarità, qui, sta nel fatto che la clip dura appena 45 secondi ma ci volle una settimana per girarla e le cineprese vennero posizionate in 70 diverse angolazioni. Va da sé che all’attrice Janet Leigh si alternò una modella come controfigura: sette giorni sotto l'acqua (anche se calda) sono da Guinnes dei Primati. 

  • Scarface: la cocaina

    Sulla cocaina di Scarface si è ipotizzato di tutto ma il mistero non è ancora stato svelato. © YouTube


    E siamo all'oggetto cinematografico del mistero: la montagna di cocaina di Scarface. Si è detto di tutto e di più su che cosa si usò sul set: Brian De Palma ha raccontato che provarono anche con del latte in polvere ma che poi declinarono perché (tra il serio ed il faceto) non era facile da sniffare. Il protagonista Al Pacino - nel film Tony Montana -, ha liquidato la faccenda: "Non mi piace svelare quel segreto per rovinare quello di cui qualcuno è convinto. A volte devono esserci, i segreti. È parte del lavoro".

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