Lady Macbeth: non un film in costume, ma denuncia sociale

Eva Carducci

Al cinema dal 15 giugno, per la regia di William Oldroyd, Lady Macbeth racconta la condizione femminile del XIX secolo e si trasforma in film di denuncia sociale. Trama e recensione.
 

Lady Macbeth riporta la condizione delle donne dell'800 e ne fa una denuncia sociale. Nelle sale dal 15 giugno. © Ufficio stampa Teodora Film


Una gotica dark lady, ingenua e perversa è la protagonista di Lady Macbeth. Il film è ambientato nel 1865, nell’Inghilterra che non dà rilievo alle donne e le imprigiona in scomodi abiti fatti di corsetti e ingombranti convenzioni sociali.

I grandi romanzi ottocenteschi ci hanno rilasciato un’idea ben precisa della condizione femminile dell’epoca. Le donne erano spesso relegate a mansioni secondarie e finivano per essere prigioniere di noia e tedio in relazioni non volute, ma imposte. Lady Macbeth cambia questa visione creando un personaggio più simile alle donne di oggi.

Il film è ispirato da un racconto russo di Nikolaj Leskov, Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, modificato soprattutto nella seconda parte.

La protagonista di Lady Macbeth è una giovane ribelle che si rifiuta di vivere la vita che le è stata imposta al fianco di un marito che non ama e che non considera la sua compagna al pari di lui.
Diciassette anni, Katherine non vuole cedere a una vita che non vuole, e non ha nessuna intenzione di cadere in depressione anche quando è costretta a sposare un prelato molto più grande di lei, totalmente disinteressato al bene della moglie, che non ama. Una duplice imposizione che viene anche dal suocero, che vuole un erede, e non solo dal marito. Una combinazione che blocca le ali della giovane che dalla recessione passa alla trasgressione, di ogni regola e convenzione sociale. Finirà per intraprendere una relazione amorosa con uno stalliere senza scrupoli. Questo risveglio dei sensi porterà la protagonista a perdere ogni freno morale e inibitorio e spiazzerà lo spettatore, trasformando un film in costume in un film di denuncia sociale, arrivando a sfiorare anche le tinte più oscure.

Una piccola perla diretta dall’esordiente regista William Oldroyd, noto director teatrale alla sua prima esperienza sul grande schermo, che si è affidata alla sceneggiatura di un’altra esordiente, Alice Birch. Il film, distribuito da Teodora Film, è in sala dal 15 giugno. 

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