Favola per bambini: perché è (così) importante?

Eleonora Chiais
Gli psicologi dell’età evolutiva indicano la favola per bambini come un indispensabile strumento di crescita ma perché il “C’era una volta” è così importante per i più piccoli?

La favola per bambini aiuta i più piccoli a sviluppare il "pensiero narrativo" ad implementare il linguaggio e a svilupparsi emotivamente.

 
La (vasta) letteratura scientifica della psicologia dell’età evolutiva e della psicopedagogia indica fiabe e favole come uno dei principali strumenti di crescita per i bambini ma il dubbio è legittimo: perché i racconti della buonanotte e le narrazioni del “C’era una volta” sono così importanti per lo sviluppo dei più piccoli? I motivi sono molteplici. 

Storie per bambini: cos’è il pensiero narrativo?

Il primo è il desiderio, che secondo gli esperti oltre che naturale è assolutamente innato, che i bambini hanno di sentirsi narrare degli eventi: questo piacere nel sentire storie che abbiano un inizio e una fine, infatti, è ancestrale ed è scatenato dal desiderio di formarsi quello che lo psicologo americano Jerome Bruner definisce “pensiero narrativo”. Questo, in sostanza, non è null’altro se non la capacità di strutturare la propria esistenza raccontandola e quindi riuscendo ad identificare i tratti salienti dando loro, di conseguenza, un significato chiaro e immediatamente comprensibile. 

Favolette per bambini: evviva il lieto fine!

In secondo luogo, poi, quando i bambini ascoltano una favola riconoscono la differenza tra realtà e immaginazione e sviluppano così la capacità di attivare – contemporaneamente - il pensiero razionale e il pensiero fantastico (legato a personaggi e situazioni irreali) aumentando la loro consapevolezza circa le situazioni. Ma non basta ancora. La favola, infatti, permette ai piccoli di incrementare il vocabolario (stimolando il linguaggio con tanti nuovi termini), e soprattutto permette uno sviluppo emotivo perché il bambino si affeziona ai personaggi positivi (e ci si identifica) ma, contemporaneamente, vive le situazioni di “stress” in forma mediata ed è gratificato, alla fine del racconto, dalla risoluzione del conflitto che si realizza con la formula “Vissero a lungo felici e contenti”. 

Copyright foto: Evgeny Atamanenko/123rf

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