Gastroenterite nei bambini: sintomi e rimedi

Margherita Nava
La gastroenterite nei bambini è una malattia frequente, ma nella maggior parte dei casi benigna. Quasi tutti i bambini hanno almeno un episodio tra i 6 mesi e i 2 anni: ecco come riconoscerla e come intervenire.
 
La gastroenterite nei bambini porta vomito e diarrea. Nella sua forma più acuta - e specialmente nei neonati - può portare alla disidratazione. © Tatiana Gladskikh/123rf

Diarrea e vomito sono i due sintomi più comuni della gastroenterite nei bambini e possono essere isolati o presentarsi associati e - in alcune occasioni - accompagnarsi anche con episodi di febbre alta (tra 38,5°C e 39°C). Solitamente il vomito precede la diarrea nel neonato, mentre i bambini più grandi si lamentano, il più delle volte, di avere nausea, mal di pancia e scarso appetito.
 
 

Gastroenterite (bambini) quanto dura?

La gastroenterite dura generalmente dai 3 ai 7 giorni e il bambino è contagioso durante tutta la fase sintomatica e per qualche giorno dopo questa. In questo periodo è necessario - specialmente se il piccolo ha fratelli o sorelle - non permettergli di utilizzare le stesse posate o di bere negli stessi bicchieri invitandolo a lavarsi bene le mani al rientro in casa e prima dei pasti. 

 

Gastroenterite acuta nei bambini

Il rischio principale della gastroenterite nella sua forma acuta è la disidratazione. In caso di vomito e diarrea abbondanti, infatti, il bambino perde una gran quantità di acqua e sali minerali (sodio, potassio, cloro...), necessari al buon funzionamento del suo organismo. In assenza di terapia, qualsiasi forma di disidratazione può essere drammatica, soprattutto durante i primi due anni di vita. I segni clinici della disidratazione appaiono in seguito al 5% di perdita del peso corporeo rispetto all’ultimo peso conosciuto. Tra gli altri sintomi facilmente identificabili nei neontai, poi, ci sono occhi cerchiati, la fontanella  infossata, la pelle della pancia grinzosa, la lingua secca. Un altro segno quasi inequivocabile, poi, è l'allungarsi del tempo di ricolorazione: esercitando una piccola pressione a livello del tallone del neonato, infatti, il segno bianco (che si ricolora normalmente in circa 3 secondi) riprende il suo colore iniziale in 7-8 secondi in caso di disidratazione. Per evitare di raggiungere questi livelli, è consigliato pesare il bambino regolarmente in caso di vomito e diarrea. Il fenomeno è infatti piuttosto veloce: un neonato può disidratarsi in solamente qualche ora, a volte in meno di 3 ore.
 

Come curare la gastroenterite nei bambini?

La cura per la gastroenterite dei bambini prevede, in primo luogo, la somministrazione di piccole quantità di soluzioni reidratanti orali. A questi, poi, è consigliabile affiancare fermenti lattici e usare qualche accortezza nella gestione dei pasti e degli spuntini quotidiani frazionando i pasti e diminuendo le quantità. Accanto a questo, poi, il pediatra prescriverà una terapia farmacologica che, però, sarà diversa a seconda dei sintomi.
 

Gastroenterite nei bambini, cosa mangiare?

Per i neonati, in caso di diarrea moderata con una o due scariche al giorno si può mantenere il latte abituale. Se i piccoli sono già stati parzialmente svezzati, poi, in aggiunta è possibile inserire degli omogeneizzati di verdura, patate e carote (evitando le verdure verdi) e mela. A partire dalle 3-4 scariche al giorno, invece, è indispensabile proporre del latte senza lattosio, eliminare i latticini (tutti tranne i formaggi a pasta dura), inserire - se possibile - delle banane (che potranno essere sia fresche che proposte sotto forma di omogeneizzati). Per i bambini più grandi, invece, il menù dovrà essere essenzialmente composto da verdura e frutta facili da digerire (come le carote o le mele), riso, pasta e formaggi a pasta dura aggiungendo eventualmente yogurt arricchiti con probiotici e prestando attenzione all'idratazione (alternando all'acqua e alle spremute di frutta, brodo di verdura e tisane). In ogni caso, e per ogni età, il consiglio è sempre quello di non forzare il bambino proponetegli degli alimenti che gli piacciono e che non rischiano di nausearlo.  

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