Amore libero: dagli hippy al social dating, 50 anni di incontri hot

Giulia Vola

L'estate del 1967 era quella della Summer of Love, quella del 2017 del social dating: che cosa è cambiato 50 anni dopo? Perché i Millenials fanno meno sesso della generazione X?

Al Monterey Pop Festival, dal 16 al 18 giugno 1967, l'apice della Summer of Love, parteciparono 200mila persone. © NejroN/123RF


Summer of love: la rivoluzione sessuale

Indossavano pantaloni a zampa d’elefante, cantavano All you need is love dei Beatles, si ritrovavano per le strade di San Francisco, predicavano la pace e l’amore, scoprivano il sesso libero e gli spinelli di marijuana e si raccontavano aneddoti del Monterey Pop Festival, quello che dal 16 al 18 giugno 1967 richiamò nell’arena della californiana 200mila persone diventando, per tutti e per sempre, l’apice della Summer of Love. Erano i figli dei fiori, gli hippy che stravolsero le convenzioni e le gerarchie scatenando quella rivoluzione che scavalcò negli anni settanta all’insegna di quel “Sesso, droga e rock'n'roll” che appena due anni dopo sarebbe stato teorizzato in un articolo di LIFE.

Complice il debutto della pillola contraccettiva, nulla fu più come prima. La libertà sessuale e l’amore libero divennero mantra che alimentarono conquiste sociali (il divorzio e l’aborto) e ribaltarono il ruolo della donna. Debuttarono le groupie, le Electric Ladies, per dirla alla Jimi Hendrix, le ragazze trasgressive ed emancipate che senza pudori ostentavano la loro sensualità (e sessualità) passando da un camerino (e letto) di una rockstar all’altro. Ragazze che diventarono dei modelli per tutte le altre, desiderose di godersi quelle libertà sconosciute alle loro madri e che, senza arrivare alle rockstar, si godevano con i loro compagni di università, amici e conoscenti in un tripudio di estasi (anche psichedelica) e sregolatezza.


2017: il sesso e i social dating

Cinquant’anni dopo la libertà sessuale si è fatta tascabile, personalizzata e personalizzabile grazie alle App. Vuoi un’avventura? C’è Tinder. Vuoi una storia? C’è (anche) Meetic. Vuoi fare sesso subito? C’è Pure. Cerchi il sesso a tre? C’è 3nder. Vuoi accoppiarti con uno visto alla fermata del pullman? Cercalo su Happn. Vuoi divertirti in vacanza? C’è Lovoo. L’elenco, o meglio il menù, delle App dedicate al social dating, al rimorchio in salsa 2.0, è sterminato, soddisfa tutti i gusti (estetici, alimentari, anagrafici, perfino religiosi ed economici) e non lascia nulla al caso.

E siamo al nocciolo della questione: dov’è finito il caso, lo stupore dell’essere colti alla sprovvista? Senza nulla togliere al fascino di un appuntamento al (semi)buio con qualcuno di cui si conosce già l’aspetto, i gusti e le intenzioni, la libertà della Summer of Love era inconsapevolezza allo stato puro. Libertinismo, oltre che libertà.


Gli anni ’80, ’90 e 2000: la terra di mezzo

Dalla rivoluzione sessuale degli anni Sessanta e Settanta al social dating degli anni Duemila, c’è la terra di mezzo degli anni Ottanta e Novanta quando l’hangover della rivoluzione sessuale ha stordito le menti in una calma solo apparente. Perché se oggi c’è un App per ogni fantasia erotica e bastano pochi click per trovare sempre qualcuno disposto a soddisfarla, l’offerta è così ricca anche grazie a quei vent’anni o poco più che hanno fatto la fortuna del  porno sul piccolo schermo prima e in rete poi. Liberata la sessualità, invece d’insegnarla, al pari di qualsiasi altra pratica umana, la si è messa in scena per poi relegarla ai margini della società, vestendola di nuovi pudori. Non è un caso se, come confermano diversi studi in materia, i Millennials sono più bigotti e fanno meno sesso dei loro genitori. A questo punto, smaltita la sbornia e alla luce dei menù che offrono incontri hot per tutti i gusti, è arrivato il tempo dell’educazione sessuale perché una cosa è rimasta la stessa: All you need is love.

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