Letto matrimoniale alla francese: vicini vicini o in camere separate?

Giulia Vola
Più stretto del matrimoniale standard, il letto francese assicura notti avvinghiate o da re, visto che sempre più è la scelta di chi dorme in camere separate. 

Secondo gli esperti dormire in camere separate aiuta la sessualità. A patto di mantenere l'intimità, s'intende.


A proposito di letto alla francese, è sempre una questione di spazio: in due si sta vicini vicini, da soli come dei re. Ma bisogna avere due camere o una camera grande abbastanza per farne stare due. Perché se è vero che 140 cm di larghezza contro i 160 di un letto matrimoniale standard sono perfetti per passare notti avvinghiati, è altrettanto vero che 1 coppia su 4 dorme ognuno nel proprio. Per lo meno negli States e, stando a quanto dice una recente ricerca della National Association of Home Builders, la moda è destinata a crescere: pare che nei prossimi 5 anni, il 60% dei nuovi appartamenti avrà una stanza per partner. Che “sempre di più - confermano gli architetti - richiedono il letto alla francese, più grande di un singolo, più piccolo di un matrimoniale, perfetto per dormire da soli e, in caso, anche in due”. 

Letto tutto mio: vantaggi

Lungi dall’essere la conseguenza di una crisi, dormire in camere separate può essere la soluzione per proteggere la coppia da quei siparietti che tutti, prima o poi, sperimentano. Per la serie: “mi hai lasciato senza la coperta”, “spegni la luce”, “spegni la tv”, “spegni la sveglia”, “russi”, “scalci”. Battibecchi che fanno sorridere chi ha scelto notti da single senza rinunciare a focose (e inaspettate) incursioni. Gli esperti in materia, infatti, confermano che in amor vince chi fugge: immaginare il partner al di là del muro, tutto solo, è di per sé eccitante, tanto quanto il passaggio all’atto pratico. Infilarsi di soppiatto tra le lenzuola del partner è una di quelle trasgressioni tardo-adolescenziali che fanno vibrare i sensi a tutte le età. Insomma, al bando la routine che spegne la passione e al bando le (cattive) abitudini del partner che fanno saltare i nervi, dormire da soli consolida la coppia, dicono. “L’importante è che la scelta, per essere veramente tale, sia veramente condivisa da entrambi” ci tiene a precisare Jacopo Valli, psicoterapeuta e psicologo clinico.

Camere separate: rischio o utopia?      

Perché l’altro lato della medaglia è pericoloso: “Un allontanamento fisico durante la notte - aggiunge Valli - gioca a sfavore della sessualità e magari può contribuire spegnere gli ultimi fuochi di una passione già assopita”. Non è un caso se da millenni uomini e donne dormono insieme: “Il momento del sonno e quello della condivisione del cibo - spiega ancora Valli - dal punto di vista antropologico sono due momenti delicati e importanti in cui si condivide la propria intimità, ci si mette a nudo e si ripone se stessi e la propria fiducia nelle mani dell'altro”. Perciò se è vero che si può vivere la sessualità e la tenerezza al di fuori del letto, è vero anche che il rischio di ritrovarsi degli estranei al mattino va tenuto in conto. Senza contare che l’Europa non sono gli States: gli spazi sono ridotti e la crisi ha contribuito a rimpicciolirli ancora di più: “la possibilità di dormire in stanze separate per alcuni è una vera utopia. Le case sono piccole e, a volte, per necessità, si è costretti, al contrario, a subaffittare una stanza”, precisa Valli. Che, nel dubbio, sarà arredata con letto matrimoniale alla francese.

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