Carbone vegetale: proprietà e benefici (anche nel pane)

Cristina Piotti
Si consiglia spesso di usare il carbone vegetale contro il gonfiore. Ma ora va molto di moda, aggiunto al pane. Quali sono le sue proprietà?

Il carbone vegetale può essere unito anche al pane, che diventa così nero.


Carbone vegetale
, gonfiore, pane nero: ci sono dei benefici reali? Ecco quali sono le sue proprietà e come viene utilizzato.

Cos'è il carbone vegetale?

Si tratta di una polvere, che spesso troviamo in farmacia sottoforma di pastiglie. La materia prima? Vegetale, perché è il risultato della dalla carbonizzazione della legna di determinati alberi, come il pioppo o il salice. Ma non pensiate di fare la stessa cosa, perché il processo avviene senza fiamme: per carbonizzare il legno infatti si porta il legno ad una temperatura molto elevata, in assenza di ossigeno. E se l'uso è medico, ci sono ulteriori processi per assicurarne la sicurezza.

A cosa serve?

Polvere o compresse sono utili, come rimedio d'emergenza, contro le intossicazioni, perché il carbone assorbe diversi composti. Ma i suoi usi sono principalmente, e in ambito casalingo, quelli legati alla sua capacità di ridurre l'aria presente nell'intestino, combattendo problemi di gonfiore di stomaco, cattiva digestione o dissenteria.

Quali sono i rischi?

Si tratta di un rimedio da assumere una volta ogni tanto, perché altrimenti può interferire con la normale digestione e creare nuovi problemi, invece di risolverli. E, proprio per la sua capacità di ridurre l'assorbimento di certe sostanze, è bene informare il medico se si stanno assumendo dei farmaci, perché potrebbe limitarne l'assimilazione, minandone l'efficacia.

Pane nero al carbone

Ultima moda nelle panetterie di mezza Italia è il pane nero, con una polemica che ha messo in discussione la produzione, ma soprattutto la sicurezza del prodotto, con tanto di sequestri. A scendere in campo è stato infine il Ministero della Salute, che in una nota ha precisato che “è ammissibile la produzione di un 'prodotto della panetteria fine' denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia”, ma, e qui l'inghippo, non lo si può chiamare "pane", per mancanza di “tradizione di un uso consolidato” del pane con carbone vegetale. L'uso è quindi ammesso nei prodotti da forno fini, “categoria che include prodotti sia dolci che salati come fette biscottate e cracker”. Essendo preposto alla salute, il Ministero ha anche precisato che, per essere considerato benefico, il prodotto deve contenere 1 grammo di carbone attivo “per porzione quantificata” e riportare la scritta “l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 1g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1g subito dopo il pasto”. Quindi grissini o cracker neri, sappiate, non sono affatto bruciati.

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